La diffusione incontrollata del granchio blu ha provocato negli ultimi due anni gravi danni all’ecosistema lagunare e al comparto dell’acquacoltura lungo la costa dell’Emilia-Romagna, in particolare tra Goro e Comacchio. Molte imprese e cooperative, specializzate nella molluschicoltura e nella pesca, si sono trovate ad affrontare una crisi senza precedenti. Le conseguenze economiche sono state pesanti: le stime parlano di oltre 16 milioni di euro di perdite, causate dalla predazione sistematica del novellame di vongole e dalla distruzione degli impianti di allevamento.
Per far fronte a questa emergenza, il Governo ha recentemente disposto un primo stanziamento di fondi a titolo compensativo. Con un’ordinanza firmata dal Commissario straordinario Enrico Caterino, sono stati assegnati 2,9 milioni di euro all’Emilia-Romagna da destinare come indennizzo alle imprese e alle cooperative colpite. Si tratta di una misura attesa da tempo, frutto anche dell’impegno congiunto delle istituzioni regionali e delle associazioni di rappresentanza, che hanno costantemente sollecitato risposte concrete a sostegno di un settore strategico per l’economia costiera e per l’occupazione.

Parallelamente, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di rafforzare il proprio impegno, affiancando alle risorse statali un proprio piano di interventi, con ulteriori 3 milioni di euro già programmati nel triennio 2023-2025. Queste risorse regionali sono destinate in particolare a sostenere le attività di cattura, smaltimento e contenimento del granchio blu, che continua a proliferare nonostante le numerose campagne di contrasto.
L’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Alessio Mammi, ha commentato positivamente la misura, sottolineando l’importanza di questi indennizzi come primo segnale di attenzione verso le imprese danneggiate, ribadendo la necessità di adottare una visione di lungo periodo. Occorre infatti trasformare quella che oggi è un’emergenza in un’opportunità: il granchio blu, se gestito e valorizzato in modo adeguato, può diventare un prodotto economicamente interessante per i mercati, come già accade in altri Paesi.
Proprio in questa direzione va il bando attualmente aperto dalla Regione, che incentiva il contenimento della specie attraverso il riconoscimento di un contributo pari a 1,50 euro al chilo per il recupero del granchio blu, fino a un massimo di 660.000 chili.

È una misura concreta che mira a sostenere le cooperative e i pescatori nella fase più critica, ma anche ad avviare una filiera potenzialmente redditizia, capace di creare valore aggiunto e nuova occupazione.
AGCI Emilia-Romagna, nell’esprimere apprezzamento per questa misura, è a vostra disposizione per supportare le cooperative associate nel percorso di accesso ai fondi e nella fase di riconversione strategica del comparto.





